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SCUOLE

Pensiamo che sia fondamentale entrare nelle classi e affiancare all’istruzione scolastica la formazione sul tema dell’educazione civica, delle migrazioni forzate e dei diritti umani, partecipando allo sviluppo delle competenze dei cittadini attivi di domani. Abbiamo scelto di farlo a modo nostro: lasciando parlare direttamente i rifugiati, gli operatori, coloro che vivono queste realtà tutti i giorni, in modo che siano loro i maestri. Così, attraverso le loro voci, gli studenti si trovano a indossare le loro scarpe per qualche tempo, a guardare il mondo attraverso i loro occhi.

 

“Leggere sui libri non ti permette di avere un confronto diretto con la persona che ha vissuto quell’esperienza e che ti parla con degli occhi che valgono molto di più di mille parole” ci ha scritto uno studente dopo un incontro. Ed è proprio questo che speriamo: che in quel cerchio di sedie, in cui non vola una mosca, nasca una conoscenza profonda che va oltre le parole.

 

Portiamo le voci delle migrazioni nelle classi in molti modi: in singoli incontri con un rifugiato, in percorsi più lunghi che presentano vari punti di vista, in progetti di lettura, in approfondimenti su temi specifici di educazione civica. Vogliamo portare i ragazzi a scoprire dati e parole importanti, esplorare attraverso il gioco e la creatività, mettersi in gioco in prima persona e riflettere insieme sulle disuguaglianze, i diritti umani, l’ambiente e i vari aspetti delle migrazioni, sia a livello internazionale, che nella nostra regione.