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CHI SONO I RIFUGIATI

Ogni anno, migliaia di migranti forzati lasciano la propria casa in fuga da guerre, violenza, disastri ambientali e persecuzioni. Il loro numero   costantemente in crescita, alla fine del 2019 si parlava di quasi 80 milioni di persone. 

Alcuni di loro non riescono ad abbandonare il loro paese e, per quanto senza più una casa e spesso in situazioni molto precarie, rimangono all’interno del territorio nazionale. Per questo vengono chiamati sfollati interni.

 

Altri riescono ad attraversare un confine internazionale per trovare salvezza in un altro paese. Tra loro ci sono giovani, famiglie, donne e bambini. Ognuno ha la propria storia da raccontare. C’è chi scappa dai combattimenti con niente più di una borsa con dentro qualche vestito e le foto delle persone care, e chi viene scelto dalla famiglia per affrontare il difficile viaggio per trovare un luogo sicuro e qualche mezzo economico da rispedire a casa, per mantenere chi è più debole e quel viaggio non può affrontarlo.

 

Quando arrivano in una nazione sicura, in cui possono rimanere senza rischiare ulteriori violenze, molte di queste persone presentano domanda di protezione internazionale. In Italia, questo significa indire una procedura presso la Questura per chiedere che sia riconosciuto il rischio che corrono nel loro paese d’origine e gli sia garantito un permesso di soggiorno per iniziare una nuova vita in Italia. Chi comincia questa procedura ed è in attesa di una risposta si chiama richiedente asilo.

 

Al termine della procedura, ad alcuni viene riconosciuto lo status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951, che indica che la persona “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese”. Queste persone sono i rifugiati.

 

Altri richiedenti asilo ricevono tipi diversi di protezione, come la protezione sussidiaria o il permesso per protezione speciale.

 

Rifugiati, richiedenti asilo e migranti forzati sono sono protetti dalle leggi internazionali e non possono essere rimpatriati senza verificare i rischi che corrono nel loro paese. Si tratta di persone che hanno affrontato grandi sofferenze, spesso anche a causa delle enormi disuguaglianze che ci sono tra i paesi più ricchi e quelli più poveri, e degli interessi economici delle potenze occidentali. Ma sono anche persone con grandi qualità e risorse, tra le quali non da ultima la capacità di trasformare l’esperienza maturata in situazioni difficili in energia e strumento per costruire il proprio futuro.

 

Per noi è un onore camminare al fianco dei rifugiati e richiedenti asilo che arrivano in Trentino cercando pace. Tuttavia si tratta di un percorso che noi e i rifugiati non possiamo fare da soli: per accogliere chi viene da lontano e favorirne l’inclusione in una nuova comunità, è necessaria tutta quella comunità. Per questo vi chiediamo di camminare con noi verso un Trentino più ricco, più accogliente e più sereno per tutti.

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I migranti forzati nel mondo. Dati e grafica UNHCR