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JOIN THE CHAIN: FORMARE PER INCLUDERE

La storia di Ali, Mahamadou e Godspower


Ali, Mahamadou e Godpower a ottobre del 2020 hanno accettato di prendere parte al progetto Join the Chain, ideato insieme all'Istituto Veronesi e finanziato dalla Fondazione Caritro, per formare e riqualificare tre carpentieri e saldatori.

Il progetto aveva un obiettivo chiaro: formazione in aula, per apprendere teorie e tecniche della carpenteria e della saldatura, e poi formazione in azienda, per mettere in pratica le conoscenze apprese e mettersi alla prova in un settore imporante per la nostra economia.

A mettersi di traverso, una pandemia che a più riprese ha ritardato i tempi al punto che Ali, Mahamadou e Godspower hanno pensato più volte di mollare. «In ogni momento di sconforto - dice Stefano, operatore di riferimento per il progetto - è stato fondamentale non fare finta di niente ma parlarne tutti insieme e tenere alta la motivazione del gruppo


A fine novembre 2021 il progetto si è concluso con successo e la notizia più bella, oltre ai diplomi consegnati ai corsisti, è stata l'assunzione di tutti e tre nelle aziende in cui hanno fatto pratica. Una prova di resistenza superata per loro, ma anche una prova di coraggio per le aziende che hanno scelto di investire nella formazione di tre ragazzi venuti da lontano.


Con uno di loro, il meno timido, è stato più facile farsi raccontare com'è andata questa esperienza: «Mi chiamo Mahamadou, ho 28 anni, vengo dal Niger e da oggi sono un saldatore! - così inizia a raccontare di sé, alla consegna del diploma -. Sono arrivato in Italia nel 2017, ho vissuto per alcuni anni alla Residenza Fersina ma da un anno mi hanno trasferito a San Nicolò. Quando mi è stato proposto di partecipare al progetto Join di Chain ero contento perché finalmente potevo fare qualcosa, anche se non avevo mai pensato di fare questo lavoro. All’inizio il tirocinio è stato difficile sia perché il lavoro era nuovo per me sia perché era lontano e tutti i giorni dovevo uscire di casa alle 5 per tornare anche dopo le 20. Ma ho resistito. Il mio tutor Antonio mi ha aiutato molto e grazie a lui, piano piano, ho imparato il lavoro e a lavorare da solo. Quando mi ha visto migliorare, Antonio era molto contento e io ero felice di vederlo contento


Sviluppare nuove competenze o riqualificare quelle già in possesso è fondamentale per l'inclusione sociale e lavorativa dei rifugiati. Non c'è strada migliore che quella di ideare, progettare e realizzare percorsi in cui ognuno mette a disposizione qualcosa per poi scoprire, alla fine, che si vince insieme: vincono i ragazzi, finalmente inseriti, vincono le aziende, che possono contare su professionisti formati in prima persona, vince il territorio perché evita di accumulare nuove fragilità.


Join the Chain è un progetto biennale e sono già partite le selezioni per quattro nuovi corsisti. Il loro primo appuntamento sarà un incontro con Mahamadou, Ali e Godspower, che racconteranno loro l'esperienza vissuta e li motiveranno a intraprendere questo nuovo percorso.