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  • Centro Astalli Trento

CONGRATULAZIONI B.!

Arrivata in Italia nel 2016 B., mamma di origine nigeriana, ci racconta di come ha preso la patente.



Oggi vi raccontiamo di B., arrivata in Trentino dalla Nigeria nel 2016 e oggi ospite in un uno dei nostri progetti. In questi giorni ha festeggiato un traguardo importante: ha preso la patente! L’abbiamo incontrata per farci raccontare com’è andata.


Quando hai iniziato a studiare per la patente?

Ho iniziato nel 2019, prima del Covid e prima che nascesse il mio bambino, che adesso ha quasi 3 anni (li compie a marzo). Ero in gravidanza, quindi studiavo un po’ saltuariamente. Poi con la pandemia mi sono fermata e ci sono tornata nel gennaio del 2022… ho deciso che dovevo assolutamente prendere la patente.


Perché hai deciso di prenderla?

Perché ora ho due bambini, e con i bambini prendere i mezzi è scomodissimo. Soprattutto se piove, col passeggino… un disastro!


Quanti anni hanno?

Uno tre e l’altro sei anni…

Un altro motivo, comunque, è che qui in Italia con la patente è più facile trovare lavoro. Spesso è richiesto come requisito. Hai più possibilità nel mondo del lavoro se sai guidare la macchina.


Quindi ti sei messa a studiare… ti sei iscritta a scuola guida?

All’inizio no, ho studiato da privatista, senza passare per la scuola guida. Ho cominciato a seguire delle lezioni online, mi sono aiutata anche con dei gruppi Telegram, mi sono esercitata con i quiz..


Come è stato studiare la teoria? L’hai trovato difficile per l’italiano?

In realtà grazie ai quiz è stato più facile. Però ci è voluto un po’ prima che riuscissi a fare pochi errori… le domande a volte avevano parole molto difficili.

Gli operatori mi hanno aiutata tanto. Anche e soprattutto per la parte burocratica! Compilare le carte, andare in motorizzazione… così non ho dovuto fare tanti giri, o tornare indietro tante volte perché mancava qualcosa. Alla fine, a luglio sono andata a fare l’esame di teoria e l’ho passato facendo un solo errore!


Che bello! E poi hai dovuto iniziare a fare le guide…

Sì, e per fortuna ci sono stati i volontari a darmi una mano. Ad ottobre mi avevano segnato l’esame ma non mi sentivo ancora pronta, quindi ho rimandato. Allora ho iniziato a fare delle guide con Davide, un volontario del Centro Astalli. Ci incontravamo una volta a settimana. Con lui mi sono trovata davvero bene, è sempre stato gentile e disponibile, si è creato un bel rapporto.


Hai la macchina?

No… (ride) Intanto abbiamo preso la patente, adesso piano piano comprerò anche la macchina!


Sei felice di questo traguardo?

Sì, è stato veramente bello, una soddisfazione. E l’associazione mi ha aiutato tanto quando ho espresso questo bisogno. Pensa che quando sono arrivata, nel 2016, guardavo gli autobus e pensavo che mi sarebbe piaciuto fare l’autista dell’autobus, perché qui ci sono tante donne che lo fanno!


Prossima cosa che ti piacerebbe fare per il futuro? Che obiettivo ti dai?

Al momento sto lavorando qui a Trento in un albergo, e per ora non voglio darmi altri obiettivi, mi voglio concentrare sul lavoro.


C’è qualcos’altro che ti va di raccontare?

Quando ho iniziato a studiare per la patente io non sapevo che ci fossero degli aiuti, anche con i volontari… tante possibilità che non conoscevo. Poi grazie al passaparola, grazie a F. (del Centro Astalli), l’ho scoperto e mi hanno aiutato molto in questa cosa, infatti sono proprio contenta che sia andato bene, perché questi aiuti non sono andati sprecati!


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