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PROGETTI PER RICHIEDENTI ASILO

Quando arrivano in Italia, le persone che chiedono protezione internazionale hanno diritto ad essere inserite in un progetto di accoglienza. Tuttavia a volte capita che, quando una persona formalizza la domanda di protezione, non ci siano posti liberi nei progetti di accoglienza del territorio di riferimento e quindi  la persona sia costretta ad attendere di ricevere accoglienza vivendo in strada, in uno stato di forte marginalità.

 

Per questo motivo, di concerto con le istituzioni locali e gli enti del Terzo Settore, abbiamo aperto un dormitorio per persone richiedenti asilo senza fissa dimora a Casa San Francesco, a Spini di Gardolo, in una struttura già luogo di convivenza e di scambio con studenti e rifugiati. Ogni anno, vi ospitiamo più di 60 persone richiedenti asilo, garantendo un riparo più umano e più sicuro, in attesa di ricevere la giusta accoglienza.

 

Quando si libera un posto, oppure se ce n’è uno libero già nel momento della domanda di protezione internazionale, la persona viene accolta in uno dei progetti ministeriali di accoglienza per richiedenti asilo attivi sul territorio.

 

Tra i progetti ministeriali che curiamo ci sono quelli di Accoglienza Straordinaria che vedono persone ospitate in svariate aree della provincia di Trento. Ciò che contraddistingue il nostro lavoro in questa cornice è che nessuna delle nostre accoglienza si realizza in grandi centri. Ogni beneficiario è inserito in un appartamento o in una piccola struttura affinché sia facilitata la sua inclusione sociale. Questo approccio è in linea con quella che viene definita accoglienza diffusa e che, in seguito alle disposizioni ministeriali e provinciali degli ultimi anni, ha subito forti tagli che hanno compromesso tanti percorsi positivi di integrazione.

 

Un altro progetto ministeriale di accoglienza diffusa in cui lavoriamo è Una Comunità Intera, nato nel 2019 dalla collaborazione tra l’Arcidiocesi di Trento - Fondazione Comunità Solidale e svariati enti che si occupano di accoglienza, in risposta alla riduzione dei posti negli alloggi di Accoglienza Straordinaria.

Centro Astalli Trento, Casa Accoglienza alla Vita Padre Angelo, ATAS, Villaggio del Fanciullo SOS e Cooperativa Villa Sant’Ignazio lavorano in un contesto di accoglienza diffusa, continuando a investire nei percorsi di autonomia dei richiedenti asilo affinché si inseriscano a pari diritto nei territori in cui vivono. L’attore principale di questo progetto resta comunque la comunità trentina, che si accorge di chi è più debole e se ne prende cura. Una comunità che con i rifugiati non condivide solo uno spazio ma il proprio presente e, soprattutto, il futuro.