VOLONTARI

Cosa facciamo ?

Il volontariato è la chiave per costruire la cittadinanza del futuro perché una volontaria o un volontario possono rappresentare un ponte tra la marginalità di chi arriva e la restante società civile. In loro, più che nel migliore degli operatori, c'è il potenziale frutto dell'integrazione che rompe il muro dell'indifferenza e crea una rete valorizzando le persone accolte. In queste figure, si incarnano infatti la solidarietà e la relazione, le quali attraverso le diverse forme di volontariato si possono trasformare da concetto astratto della democrazia a visibile volto della collettività di domani.

News

sito5x100018

 WhatsApp Image 2019 04 10 at 10.26.47

Due ore, due libri e 15 sedie: questi sono gli ingrendienti principali per la prossima tappa del Laboratorio Migrante. L'8 e il 15 maggio, dalle 20.45 alle 22.30, vi aspettiamo in Casetta Bianca per riflettere, parlare e commentare insieme due libri che parlano di migrazioni e comunità: "Le stelle di Lampedusa" di Pietro Bartolo e "Lettera ad un razzista del terzo millennio" di Don Ciotti. Iscrivetevi, i posti sono limitati ma gli spunti di riflessione, i pensieri e la voglia di condividere no!

Per iscrivervi inviate una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 25 aprile: ovviamente è necessaria la vostra presenza per entrambe le date. Vi aspettiamo!

Il numero massimo di partecipanti è di 15, ma il laboratorio si terrà con la conferma di partecipazione di almeno 10 persone.

Nonostante l’Italia sia uno dei Paesi europei più interessato dal fenomeno migratorio, è anche quello con il più alto tasso di disinformazione sull’argomento al mondo. Le fake news, diffuse soprattutto attraverso i social media, ne sono la principale causa. Un esempio è la credenza popolare che ogni migrante riceva €35 al giorno mentre in realtà vengono impiegati per sostenere le diverse realtà del pubblico e del privato che lavorano per la loro integrazione. Se guardiamo i dati, i richiedenti asilo in Trentino sono 1345, mentre la generalità degli immigrati rappresenta l’8,6% della popolazione (circa 46.000 persone su un totale di circa 500.000), e non il 30% come alcuni credono.

Infine crediamo sia possibile superare l’idea diffusa che non si possa fare alcunché per affrontare il problema: grazie alla nostra esperienza, fatta durante il percorso di Alternanza scuola-lavoro, abbiamo potuto constatare che esistono degli enti che si occupano del fenomeno.

Abbiamo visitato il Centro Astalli, la scuola Penny Wirton e dialogato con un giornalista esperto di migrazioni.

INCONTRO COL GIORNALISTA

Dialogando con Andrea Cagol, giornalista professionista esperto di immigrazione, abbiamo colto l’importanza del ruolo dei media nelle percezione del fenomeno migratorio da parte della comunità. È molto diffusa una visione distorta della questione provocata dall’utilizzo di termini deontologicamente scorretti. Per questo è necessario che i giornalisti si attengano alla Carta di Roma, ovvero un protocollo deontologico per un’informazione corretta sui temi dell’immigrazione, redatta dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (CNOG) e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) nel giugno del 2008. Quante volte abbiamo sentito usare scorrettamente il termine clandestino in riferimento a migranti irregolari? Altro tema a cui prestare attenzione è quello del linguaggio d’odio, il cosiddetto “hate speech”, diffuso soprattutto sui social network.

CENTRO ASTALLI

Parte del nostro percorso formativo si è svolta in via Lunelli a Trento, dove lavorano operatori del Centro Astalli impegnati nell’orientamento dei cittadini stranieri. Durante la nostra permanenza li abbiamo affiancati, aiutando i richiedenti asilo ad inserirsi nel mondo del lavoro. I compiti che ci sono stati assegnati variavano dal telefonare alle persone seguite per proporre incontri riguardanti la dichiarazione dei redditi ad aiutare dei ragazzi (di cui alcuni analfabeti) a cercare un impiego. Nato a Roma nel 2005, presente oggi anche in Trentino, il Centro Astalli promuove l'accoglienza, l'integrazione e la protezione dei migranti sul territorio Italiano, in aggiunta a un accompagnamento sociale, legale e psicologico. Casetta Bianca ne è la sede a Trento e ospita cinque uomini e una famiglia. Inoltre, in Casa S. Francesco d'Assisi e nel Collegio Delle Missioni Africane ha preso piede un progetto di convivenza fra studenti universitari, richiedenti asilo e padri comboniani. Durante la nostra esperienza di ASL abbiamo avuto modo di osservare in prima persona l'articolata organizzazione di queste strutture. Vi lavorano operatori specializzati che si dividono fra coloro che si occupano della prima accoglienza e coloro che invece gestiscono la seconda. Quest'ultima, successiva ad una prima conoscenza dei migranti del territorio, vede un’integrazione nel tessuto sociale del paese ospitante. Questa esperienza ci è servita per comprendere meglio l’impegno che sta dietro all’integrazione dei migranti nella nostra società e l’importanza di questo compito. L’esistenza di queste associazioni è fondamentale per coloro che hanno delle difficoltà ad integrarsi a causa della scarsa conoscenza della lingua e del sistema in cui sono stati inseriti. La collaborazione con questo ente ha permesso a noi studenti di riflettere sulle grandi difficoltà alle quali fanno fronte i richiedenti asilo e sulla concreta possibilità di aiutarli (in modo tale che la stessa comunità ne tragga beneficio). Particolarmente interessante è stato notare come si sia venuta a creare una convivenza solidale e armoniosa fra i due gruppi che dimostra come una totale integrazione sia possibile ed efficace nel momento in cui è presente una disponibilità ad accogliere da parte dello stessa comunità locale.

PENNY WIRTON

La Penny Wirton è un’associazione di scuole d’italiano gratuite per stranieri, che a Trento è ospitata dai frati Cappuccini. Gli insegnanti sono volontari e seguono individualmente gli studenti. Dopo una prima spiegazione della storia dell’associazione, abbiamo partecipato ad una lezione d’italiano, aiutando gli studenti con gli esercizi e iniziando conversazioni con loro per abituarli alla nuova lingua. Quest’attività ci ha permesso di instaurare un rapporto con queste persone e conoscere le loro storie. Ci è rimasta impressa la diversità degli studenti, di tutte le età e nazionalità e le differenze fra le varie culture. Qui abbiamo incontrato il già presidente del CNCA del Trentino-Alto Adige Vincenzo Passerini, che ci ha mostrato il fenomeno della migrazione come una risorsa e non come un problema: operai, badanti, camerieri, fattorini e altri lavoratori che contribuiscono a tenere in piedi il nostro Paese sono quasi esclusivamente stranieri. Molti Italiani piuttosto che fare lavori tanto umili preferiscono andare all’estero, come stanno già facendo molti neolaureati.

LE NOSTRE RIFLESSIONI

Questa esperienza ci ha fatto maturare alcune considerazioni: l’integrazione non deve essere un’abolizione delle differenze, ma un ponte; non una rinuncia alla diversità, ma un’apertura al nuovo. A questo proposito ricordiamo le parole di Luis, del centro Comboniani: “Molti italiani vogliono che i migranti si integrino da soli, senza alcuno sforzo da parte loro”. L’integrazione infatti non può coinvolgere solamente i migranti, ma è necessario che gli italiani stessi cerchino di essere protagonisti di un percorso. Un’altra cosa che ci ha fatto riflettere è il fatto che a volte non venga presa in considerazione la storia spesso travagliata che queste persone hanno alle spalle: non avevamo idea di chi potessimo avere di fronte, una persona fuggita dal proprio Paese per arrivare in Italia o scampata alla guerra, ma eravamo certi di una cosa: nessuno in condizioni normali lascerebbe la propria casa per affrontare un viaggio estremamente lungo e pericoloso. Di certo queste persone sono accomunate da un grande coraggio.

Marta Donati, Anna Galatà, Giulia Leggiero, Jovan Katic, Florian Cramarossa, Chiara Coser

Il "Sito" (centroastallitrento.it) utilizza i Cookie per rendere i propri servizi semplici e efficienti per l’utenza che visiona le pagine di centroastallitrento.it. Gli utenti che visionano il Sito, vedranno inserite delle quantità minime di informazioni nei dispositivi in uso, che siano computer e periferiche mobili, in piccoli file di testo denominati “cookie” salvati nelle directory utilizzate dal browser web dell’Utente. Vi sono vari tipi di cookie, alcuni per rendere più efficace l’uso del Sito, altri per abilitare determinate funzionalità.