PROGETTI

Cosa facciamo?

Dall'immaginazione di operatori e volontari, associazioni partner ed istituzioni riempiamo di contenuti l'area progetti del Centro Astalli Trento per trasformare l'accoglienza da servizio ai bisogni di chi arriva ad opportunità comune per i desideri di tutti.

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Il progetto Con_tatto

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3ott

Il 3 ottobre è la Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell'Immigrazione istituita dal Parlamento Italiano. Fra le motivazioni drammatiche che costringono le persone a partire dalla propria casa ci sono i cambiamenti climatici. Colpiscono in particolare le popolazioni più povere. La scelta politica di non guardare alle persone in fuga le espone a viaggi sempre più pericolosi, spesso tragici. Decidiamo così di marciare perchè la memoria di chi non c'è più, impegni ciascuno di noi nel tentativo di fermare questa emorragia di umanità.

"Negli ultimi quindici anni oltre 30mila persone sono morte cercando di attraversare il Mediterraneo. Vittime in gran parte sconosciute. Il 60 per cento di loro resta senza nome e senza un’identità. È un aspetto poco conosciuto, eppure particolarmente diffuso, delle drammatiche migrazioni verso l’Europa. Intanto il fenomeno prosegue senza sosta. Nel 2015 sono decedute in mare, cercando di raggiungere i Paesi europei, 3.771 persone. Stando ai dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, l’anno seguente il numero è cresciuto fino a 5.022.

Attualmente i morti in mare del 2019 sono oltre novecento ( dati UNHCR), comprendenti i 150 morti al largo della Tunisia, “... la peggiore tragedia nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno,” ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi. Dimentichiamo anche che nonostante il 3 ottobre sia da anni la Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell'Immigrazione istituita dal Parlamento Italiano, la scelta politica di non guardare alle persone in fuga le espone a viaggi sempre più pericolosi. Enea, raccontando a Didone come si sia salvato dal naufragio, usa un paradosso: “la sola salvezza per i vinti è non avere nessuna speranza di salvarsi”. Ci si muove dunque per disperazione, essa è la forza motrice di questi viaggi. Nessuna speranza, ma comunque partire lo stesso.

E fra le motivazioni drammatiche che portano le persone a partire dalla propria casa, cosa che nessuno fa se non costretto, ci sono i cambiamenti climatici. Sono 70,8 milioni le persone in tutto il mondo costrette a lasciare la loro casa per conflitti o condizioni ambientali invivibili. Non sono mai stati così numerosi: si tratta per lo più di sfollati interni nei loro Paesi d'origine e l'80% di chi è riuscito a varcare il confine è ospite in un povero Paese vicino. Nel rapporto "Cambiamento climatico e territorio" del comitato scientifico dell'Onu sul clima si legge che a pagare le conseguenze del riscaldamento globale soprattutto le popolazioni più povere di Africa e Asia, con guerre e migrazioni.

Si stima che entro il 2050 saranno almeno 143 milioni le persone costrette a spostarsi all’interno del proprio paese per ragioni legate al cambiamento climatico. Di questi 143 milioni, oltre la metà - 86 milioni almeno - saranno in Africa Sub-sahariana, area che soffre ormai da decenni fenomeni quali siccità e carestie ricorrenti, desertificazione e degrado del suolo, scarsità di acqua e piogge insufficienti. Rischiamo di avere altre vittime di immigrazione: una storia che ci riguarda. Decidiamo così di marciare perché la memoria di chi non c’è più impegni ciascuno di noi nel tentativo di fermare questa emorragia di umanità. decidiamo di marciare perché sono le piccole azioni individuali e collettive che possono invertire la tendenza, ridurre il danno fino al punto di cambiare direzione.

La marcia è come sempre libera e aperta a tutti coloro a cui sta a cuore la Terra e gli esseri umani che ci camminano sopra." Claudio Bassetti

 

Programma:

ore 18:30 Partenza da Piazza Santa Maria

ore 20:00 semplice momento conviviale in Piazza Dante per la conclusione della marcia

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A seguire:

ore 20:45 SALVARE I NAUFRAGHI, SALVARE L'ITALIA con MARCO DAMILANO, giornalista e saggista, direttore de L'Espresso, presso la Federazione Trentina della Cooperazione, via Giovanni Segantini 10

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I prodotti dell'officina de l'ùcia

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