ASSISTENZA SOCIALE

Cosa facciamo?

L'area sociale intende favorire percorsi individualizzati per le persone accolte e seguite dall’Associazione. A livello professionale, gli assistenti sociali mettono “la persona” nella condizione di poter esprimere le proprie potenzialità e i propri bisogni all'interno di un progetto ideato per (ri) crearne l'autonomia e l'autodeterminazione garantendo i rapporti con i servizi del territorio.

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SOCIALE2 min

La descrizione del servizio

INCLUDERE

L’area di servizio sociale professionale del Centro Astalli Trento si prefigge l’obiettivo generale di perseguire il benessere di minori, adulti e famiglie attraverso un percorso di accompagnamento sociale integrato.

Nel corso del 2017 l’area ha definito una serie di scelte che hanno comportato una riorganizzazione generale relativa alle aree di intervento e la presenza di altri assistenti sociali di altri enti del privato sociale attivi sui progetti del sistema di accoglienza trentino gestito da Cinformi.

I cinque assistenti sociali del Centro Astalli si sono quindi concentrati nelle seguenti aree di intervento:

  • presa in carico delle persone adulte, delle famiglie e dei minori stranieri non accompagnati accolti nel progetto SPRAR;
  • presa in carico delle persone adulte e delle famiglie accolte nel progetto di Accoglienza Straordinaria in soluzioni abitative di seconda accoglienza nella fascia territoriale nord della Provincia Autonoma di Trento;
  • presa in carico dei minori stranieri non accompagnati accolti in strutture accreditate per l’accoglienza di minori in Provincia di Trento e fuori territorio e reperibilità sulla pronta accoglienza in caso di arrivi di minori stranieri non accompagnati.

 

 

Il progetto avviato nel 2017

VULNERABILITÀ

A partire dal mese di ottobre 2017, il Centro Astalli Trento in collaborazione con la Cooperativa Villa Sant’Ignazio ha avviato un progetto di accompagnamento rivolto a persone richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria vulnerabili. Ciò che anima il progetto è soprattutto la constatazione del fatto che chi ha delle vulnerabilità fisiche o psichiche certificate può trovare uno spazio maggiormente tutelante all’interno dello SPRAR; per chi presenta delle vulnerabilità più lievi, e dunque non certificabili, al contrario, non è prevista nessuna forma di accompagnamento diversa da quelle destinate a tutte le altre persone in accoglienza.

È un percorso pensato, al momento, per quattro uomini adulti che abbiano manifestato il bisogno di ricevere una forma di tutela maggiore e più personale per poter raggiungere la propria autonomia. L’obiettivo del progetto è quello di accompagnare i beneficiari nel superamento delle loro vulnerabilità così da essere in grado di uscire dal progetto oppure passare alla seconda accoglienza.

L’attenzione quanto più personale ai beneficiari del progetto si rispecchia anche nell’equipe che affianca le persone, composta da un operatore dell’accoglienza, un’assistente sociale, un operatore dell’area integrazione, un’insegnante di italiano, una psicologa, un operatore legale e un operatore di Villa Sant’Ignazio. I tempi del progetto sono gli stessi dell’accoglienza.

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