ASSISTENZA SOCIALE

Cosa facciamo?

L'area sociale intende favorire percorsi individualizzati per le persone accolte e seguite dall’Associazione. A livello professionale, gli assistenti sociali mettono “la persona” nella condizione di poter esprimere le proprie potenzialità e i propri bisogni all'interno di un progetto ideato per (ri) crearne l'autonomia e l'autodeterminazione garantendo i rapporti con i servizi del territorio.

Una comunità intera

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L'area di servizio sociale professionale del Centro Astalli Trento si prefigge l'obiettivo generale di perseguire il benessere delle persone minori e adulte attraverso un percorso di accompagnamento. Si cerca quindi di raggiungere un'autonomia personale ed una propria capacità di autodeterminazione sul territorio di arrivo. Durante il 2015 l'area si è ulteriormente strutturata giungendo alla presenza di quattro assistenti sociali: due impegnate nella presa in carico di minori e adulti e due sui progetti per adulti. L'area di servizio sociale opera in convenzione con Cinformi per la presa in carico dei richiedenti asilo e rifugiati adulti in base alla Delibera della Giunta provinciale n. 2013 del 24 novembre 2014 e dei minori stranieri non accompagnati secondo la Delibera della Giunta Provinciale n. 556 del 25 marzo 2011 e s.m.

La presa in carico sociale viene garantita in tutti i casi in cui le persone accolte si trovano nelle condizioni descritte all'art. 17 del D.Lsg. n. 142 del 18 agosto 2015 che delinea le seguenti categorie di bisogni: “i minori, i minori non accompagnati, i disabili, gli anziani, le donne in stato di gravidanza, i genitori singoli con figli minori, le vittime della tratta di esseri umani, le persone affette da gravi malattie o da disturbi mentali, le persone per le quali è stato accerta che hanno subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale o legata all’orientamento sessuale o all’identità di genere, le vittime di mutilazioni genitali”. Sulla base dell'esperienza costruita nel corso degli anni sono stati definiti altri profili di vulnerabilità che richiedono percorsi di accompagnamento maggiormente strutturati, più lunghi e l'integrazione tra servizi sociali e sanitari quali: disagio di tipo psicologico, particolari problemi di salute, l’età avanzata, le condizioni di scarsa o nulla alfabetizzazione, i nuclei familiari con figli minori e le donne singole. Nell'ambito dei progetti per adulti che si concretizzano nel progetto SPRAR e in quello di Accoglienza Straordinaria, sono previste due modalità differenti di accesso al servizio: nel primo caso viene effettuata una valutazione sociale di tutti i beneficiari, mentre nel secondo progetto l'accesso avviene su segnalazione dell'operatore di accoglienza in accordo con l'interessato.

Ponendo al centro del proprio percorso di accoglienza la persona con le proprie risorse e i propri bisogni, viene condiviso un progetto sociale individualizzato volto alla riconquista dell'autonomia. Gli interventi messi in campo sono rappresentati da attività di aiuto per l’accesso ai servizi, durante il 2015, 32 persone sono state accompagnate a servizi ed enti di inserimento lavorativo protetto. È continuata la collaborazione formale con il laboratorio di acquisizione di prerequisiti lavorativi “Maso Pez” della Cooperativa Progetto92 con l'attivazione di 16 percorsi e con la Cooperativa sociale “Samuele” attraverso l'avvio di 14 progettualità. Inoltre, sono continuate le collaborazioni con il laboratorio “CIRS” a favore di 2 persone e con il laboratorio di socializzazione al lavoro “Villa Rizzi” della Comunità Murialdo per 5 persone. Le altre attività preponderanti nella presa in carico di soggetti adulti sono rappresentate dall'informazione e l'orientamento sui servizi aventi rilevanza sociale e il lavoro di rete con i servizi socio-sanitari del territorio, quali i Centri di Salute Mentale, servizi specialistici per le dipendenze e i Medici di medicina generale, nell'ottica di un accompagnamento globale e individualizzato a favore della persona che comporta una necessaria integrazione tra servizi sociali e sanitari.

In merito alle situazioni di particolare vulnerabilità si è provveduto alla segnalazione dei casi al Servizio Centrale SPRAR per l'inserimento in progetti rivolti a persone portatrici di esigenze particolari a favore di 2 adulti e due nuclei monoparentali, mentre per un'altra persona è stata reperita un'altra struttura di accoglienza sul territorio provinciale maggiormente rispondente ai bisogni di assistenza.

 

 

 

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