ASSISTENZA PSICOLOGICA

Cosa facciamo?

L’area di sostegno psicologico offre un servizio di supporto e accompagnamento alle persone accolte. I colloqui individuali con lo psicologo costituiscono per la persona un'opportunità per raccontarsi, per condividere la propria storia e le proprie difficoltà. Essi sono anche luogo d’incontro finalizzato, nel tempo, ad attivare risorse/potenzialità e, laddove necessario, a facilitare un collegamento con i servizi presenti sul territorio.

Progetto Connessioni

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PSICOLOGICA min

La descrizione del servizio

ASCOLTARE

L’area di sostegno psicologico del Centro Astalli Trento persegue l’obiettivo di promuovere il benessere psicologico delle persone richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale ospiti in Trentino attraverso l’apertura di uno spazio di supporto professionale orientato da un approccio di tipo bio-psico-sociale, ovvero da un’attenzione alle molteplici variabili che contribuiscono a determinare lo stato di salute globale della persona.

L’area è composta da quattro psicologhe che si occupano di svolgere colloqui di valutazione, eventuale avvio di percorsi di sostegno, ma anche invii ai servizi del territorio di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale che presentano delle vulnerabilità di tipo psicologico o che stanno attraversando un periodo di particolare difficoltà e che, per queste ragioni, vengono segnalati al servizio da operatori, assistenti sociali o altri professionisti coinvolti nella relazione di cura e accompagnamento della persona. Viene offerto alle persone un servizio di supporto e accompagnamento, uno spazio per raccontarsi e condividere la propria storia e le proprie difficoltà.

Nella maggior parte dei casi i colloqui prevedono il coinvolgimento di un mediatore linguistico-culturale, figura indispensabile nel processo di co-costruzione di un significato da attribuire alla malattia che sia comprensibile ad entrambe le parti, unico modo per arrivare a una prescrizione terapeutica efficace e all’adesione del paziente al modello di cura proposto.

 

 

Il progetto avviato nel 2017

CERCHI DI CURA

Da inizio 2016 un’equipe del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona ha condotto, in collaborazione con il Centro Astalli Trento, una ricerca-azione partecipata intitolata “Connessioni. Costruzione di un dispositivo multisituato di accoglienza, accompagnamento e cura rivolto ai richiedenti asilo”. Tale progetto, nel primo anno, ha permesso agli ospiti coinvolti di beneficiare di spazi di sostegno in forma gruppale (“gruppi di parola” settimanali per uomini e donne) e agli operatori di formarsi su modelli diversi e innovativi di “cura” - che tengano conto delle differenze culturali che emergono nella relazione d’aiuto con i migranti.

A partire dal 2017 il progetto è stato arricchito dall’introduzione dei cerchi di cura, dispositivi d’intervento focalizzati sulle problematiche del singolo. I cerchi di cura vengono, infatti, attivati per situazioni di particolare complessità e sulla base della specifica situazione prevedono il confronto della persona in difficoltà con un’equipe composta da più figure professionali: operatori dell’accoglienza, dell’area integrazione, assistenti sociali, psicologi, ma anche antropologi, una ricercatrice esperta in etnoclinica e un mediatore culturale.

I punti di forza di questo dispositivo di accompagnamento e di cura sono principalmente due: il primo è il carattere multidisciplinare, che permette ad ogni partecipante di mettere in circolo le proprie competenze, risorse e conoscenze, nel comune obiettivo di sostenere la persona in difficoltà, tentando di ri-formulare gli schemi di pensiero di chi è coinvolto nella cura; il secondo punto di forza è l’approccio etnoclinico del dispositivo, che punta a mettere al centro una particolare attenzione alle differenze culturali nell’espressione della sofferenza e del disagio psichico: senza questa attenzione, infatti, i dispositivi di cura culturalmente orientati secondo la nostra percezione potrebbero risultare inefficaci e insufficienti.

L’obiettivo dei Cerchi di cura, così come quello di “Connessioni”, è stato quello di costruire un pensiero divergente dalle logiche eurocentriche e oppressive per procedere nelle relazioni con gli altri in modo costruttivo e creativo.

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