ASSISTENZA LEGALE

Cosa facciamo?

L'area legale fornisce un servizio di assistenza e orientamento sul diritto di asilo, la procedura per il riconoscimento della protezione internazionale, nonché i diritti e i doveri relativi allo status giuridico di richiedente protezione o titolare di protezione internazionale. Questo servizio mira a rendere il beneficiario consapevole e autonomo- rispetto alla sua situazione giuridica - non solo nello svolgere le pratiche burocratiche, ma anche nel sostenere i propri diritti.

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9 febbraio 2019- Il Centro Astalli Trento - Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, nel condividere e sottoscrivere le considerazioni contenute negli interventi dell’Avvocato Nicola Canestrini e del Presidente dell’Ordine dei Penalisti avv. Andrea De Bertolini (vedere articolo de Il Dolomiti), esprime la propria forte preoccupazione per la situazione venutasi a creare; uno stato di cose che mette seriamente a rischio il rispetto del diritto del quale ogni richiedente, al pari di ogni altro cittadino, è depositario: poter difendere le proprie prerogative attraverso i percorsi giudiziari previsti dalla legge.

Siamo di fronte ad una situazione che, giova sottolinearlo, non può essere definita emergenza in quanto riconducibile ad un’attività ordinaria della Commissione su numeri stabili se non in contrazione di istanze presentate, ma è piuttosto dovuta ad un accumularsi di notifiche non evase che ora vengono esperite in blocco senza una ragionevole programmazione; una situazione nella quale stanno anteponendo ragioni formali e burocratiche al diritto di difesa ed alla dignità delle persone che si ritrovano ad essere loro malgrado pesantemente penalizzate.

Come ben ha osservato l’Avv. Canestini il ricorso non può essere ridotto ad una pura pratica formale da eseguire in fotocopia ma comporta un attento lavoro di istruttoria che per essere efficace e corretto deve legarsi alle storie personali di ognuno dei richiedenti; storie spesso drammatiche che riaprono ferite profonde nell’anima e nella mente di queste donne e di questi uomini. Le notifica a raffica, tra l’altro, non garantiscono nemmeno ai richiedenti la possibilità di comprendere a pieno la portata dei provvedimenti e le procedure da seguire. Tutto questo rappresenta una pesante violazione dei loro diritti.

Non si tratta di “fare i fiorellini” o di perdersi in considerazioni in “punta di diritto” ma di essere fedeli alla propria missione. Il Centro Astalli, Servizio dei Gesuiti per i rifugiati, pone da sempre al centro del propri agire i rifugiati stessi e la tutela dei loro diritti e dei loro vissuti; per questa ragione, pure nelle disponibilità di mettere in campo tutte le risorse possibili, non è e non sarà mai disposto a pregiudicare la qualità dell’operato e l’attenzione alla persona ed alla sua dignità.

Giova ribadire, come ben ha osservato il dott. Avv. Canestrini, come questo stato di cose rischi seriamente di comportare l’impossibilità per i richiedenti di rimanere legalmente sul territorio e di conseguenza nel sistema di accoglienza; ciò andrà inevitabilmente ad accrescere il numero degli irregolari presenti sul territorio con tutte le conseguenze negative sul tessuto sociale. Ritiene che, specie nelle situazioni di emergenza, sia sempre e comunque necessario porre al centro il diritto delle persone che, in definitiva, è lo scopo e la ragione ultima che sottende ad ogni sistema legislativo e costituzionale.

Non si tratta di questioni di carattere politico, ma del coraggio di anteporre il diritto delle persone e, in definitiva, della comunità alla, pur legittima, tutela personale e del proprio ruolo. Se si perde di vista questo principio e si accetta che gli aspetti formali e burocratici prevalgano rispetto al diritto della persona si tradisce il senso stesso del diritto.

Non è nostro interesse e, crediamo, nemmeno in quello dei legali intervenuti quello di assegnare a nessuno il ruolo di capro espiatorio; ma non possiamo nemmeno accettare il rischio che a pagare per questa situazione siano ancora una volta i richiedenti asilo.

Viviamo già un tempo in cui il rischio del diffondersi di culture discriminatorie e di divisione della società in classi e categorie è sempre più elevato; a chi ha la responsabilità nel governo di un fenomeno complesso come quello migratorio è richiesto il coraggio di non perdere mai di vista la centralità delle persone che vale di più di ogni altra questione.

Associazione Ali Aperte

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