ABITARE

Cosa facciamo?

L’area accoglienza offre servizi essenziali alle persone, accompagnandole e sostenendole nel periodo di accoglienza in struttura. Ci proponiamo di creare occasioni utili alla maturazione di una quanto più completa autonomia attraverso l’interazione e l’integrazione con il vicinato e la cittadinanza, agevolando inoltre la conoscenza dei servizi e delle risorse presenti, disponibili e attivabili sul territorio.

Progetto Ordini Religiosi

casacombpng1

Accoglienza Missionari Comboniani

casadehpng1

Accoglienza Padri Dehoniani 

casafranc

Accoglienza Padri Cappuccini

Informati!

1504168922420.JPG papa francesco

Trento, 28.03.2019

L’Associazione Centro Astalli Trento Onlus dà il benvenuto alla famiglia Mbarak, siriani provenienti dal campo profughi di Tel Abbas, nella regione dell’Akkar nel nord del Libano, dove vivevano nella precarietà e nel pericolo da sei anni dopo quelli passati in mezzo alla guerra, che ancora affligge  il loro Paese. Il Libano è il Paese che al mondo accoglie più rifugiati rispetto alla sua popolazione: dalla sola Siria sono almeno 1,5 milioni, a cui si aggiungono palestinesi, iracheni e persino sudanesi, accolti in condizioni sempre più difficili.

Con i corridoi umanitari organizzati in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio e i volontari di Operazione Colomba, queste persone in fuga da guerre, ingiustizie, violenze e sfruttamento possono entrare in maniera legale in Italia evitando il traffico di esseri umani e i pericoli dei viaggi di cui troppo spesso sentiamo parlare.

Confronto interlocutorio tra Provincia, Arcidiocesi e Centro Astalli

Da parte nostra c’è la volontà di trovare un accordo e gestire le problematiche relative all’accoglienza comunque nella direzione auspicata” queste le parole del presidente Maurizio Fugatti al termine dell’incontro con i rappresentanti dell’Arcidiocesi di Trento e del Centro Astalli in merito alla possibilità di proseguire il progetto di accoglienza già in atto in strutture di proprietà di congregazioni religiose a Trento e Rovereto e sul territorio in affiancamento ai centri di prima accoglienza, garantendo comunque i requisiti richiesti dal decreto ministeriale. La Provincia, rappresentata nell’incontro di questo pomeriggio, oltre che dal presidente Fugatti e dal vicepresidente Tonina, dal direttore Generale Paolo Nicoletti, dal responsabile del Dipartimento Salute e Politiche Sociali Michele Bardino e dal referente del Cinformi Pierluigi La Spada, sta lavorando di pari passo con le valutazioni tecniche e progettuali di Diocesi e Centro Astalli, con i qualI è stato trovato un punto di convergenza per permettere nei prossimi mesi il compimento graduale del percorso di accoglienza. Al tavolo hanno partecipato don Cristiano Bettega e Roberto Calzà, rispettivamente Delegato dell’Area Testimonianza e Impegno sociale e Referente per la pastorale missionaria e delle migrazioni della Diocesi di Trento, Stefano Graiff e Stefano Canestrini, rispettivamente presidente e coordinatore del Centro Astalli Trento. Assieme a queste valutazioni, sulle quali ci sarà un aggiornamento la prossima settimana, è stato accennato il tema della permanenza a Lavarone di alcune donne che hanno trovato già un lavoro in zona e per le quali il trasferimento non consentirebbe il prosieguo dell’occupazione. Il presidente ha confermato che la Provincia, in accordo con il comune di Lavarone, interverrà per consentire alle 7 donne occupate di non perdere il posto di lavoro, mantenendo i costi previsti, grazie al fatto che la Diocesi ha messo a disposizione la canonica di Lavarone Cappella gratuitamente per l’alloggio “Abbiamo individuato una soluzione che non cancella del tutto l’esperienza di integrazione realizzata a Lavarone. Mi auguro si possa anche in futuro percorrere ogni strada possibile per offrire ai richiedenti protezione internazionale accoglienza da parte delle nostre comunità”. Così l’arcivescovo Lauro commenta la notizia dell’accordo tra Diocesi di Trento, amministrazione comunale di Lavarone e Provincia Autonoma (Cinformi) – all’interno del più ampio e interlocutorio confronto pomeridiano –, grazie al quale potranno rimanere sull’altopiano sette delle ventiquattro migranti di cui era stato disposto il trasferimento. Per queste sette profughe, venuta meno la struttura che le ospitava, la Diocesi, come ricordato, ha messo a disposizione gratuitamente la canonica di Lavarone Cappella. Un’altra canonica, quella di Fraveggio, in valle dei Laghi, si prepara ad aprire le porte a un gruppo di pachistani (quattro per ora), in possesso del permesso di soggiorno per motivi religiosi, finora ospitati dalla Diocesi a Trento. La comunità di Fraveggio, coordinata dal parroco, sta definendo le modalità di accoglienza. Un primo incontro si è svolto nella serata di ieri. Sul tema dell’accoglienza l’arcivescovo Lauro aveva preso posizione più volte negli ultimi mesi, invitando la comunità cristiana ad aprire le porte: “Chi non ospita rinuncia a vivere” spronava in cattedrale a inizio anno nella Solennità dell’Epifania. Pochi giorni fa, nella Messa delle Ceneri, sempre in Duomo, un nuovo appello: “La paura dell’altro genera scontro, la persona forte non teme l’incontro. La Chiesa è chiamata ad uscire in mare aperto”

rovereto

Alcuni appunti dell'intervento di Vincenzo Passerini, già presidente di Punto di Incontro e del CNCA Trentino Alto Adige, alla serata di Rovereto insieme a Camilla Pontalti, operatrice del Centro Astalli Trento e referente dell'area legale

Il "Sito" (centroastallitrento.it) utilizza i Cookie per rendere i propri servizi semplici e efficienti per l’utenza che visiona le pagine di centroastallitrento.it. Gli utenti che visionano il Sito, vedranno inserite delle quantità minime di informazioni nei dispositivi in uso, che siano computer e periferiche mobili, in piccoli file di testo denominati “cookie” salvati nelle directory utilizzate dal browser web dell’Utente. Vi sono vari tipi di cookie, alcuni per rendere più efficace l’uso del Sito, altri per abilitare determinate funzionalità.