ABITARE

Cosa facciamo?

L’area accoglienza offre servizi essenziali alle persone, accompagnandole e sostenendole nel periodo di accoglienza in struttura. Ci proponiamo di creare occasioni utili alla maturazione di una quanto più completa autonomia attraverso l’interazione e l’integrazione con il vicinato e la cittadinanza, agevolando inoltre la conoscenza dei servizi e delle risorse presenti, disponibili e attivabili sul territorio.

Una comunità intera

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Progetto Ordini Religiosi

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Accoglienza Figlie della Carità-Canossiane

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padre fantola

Padre Arrupe, alla guida della Compagnia di Gesù all’epoca del Concilio Vaticano II, vedeva con particolare forza le emergenze dei rifugiati: colpito dalla tragedia dei boat people in fuga dal Vietnam in guerra, esortò i padri gesuiti a “portare almeno un pò di sollievo a questa situazione così tragica”. Così nacque il Jesuit Refugee Service e, in Italia, il Centro Astalli a Roma nel 1981.

Un giorno tutto questo avrebbe permesso di immaginare qualcosa anche in quel di Trento. Negli anni ‘90 il Centro Astalli trova nuove sedi in giro per l’Italia. E’ in questo periodo che padre Francesco De Luccia sj, presidente del Centro Astalli fino al 2004, prende in considerazione l’idea di portare il Centro Astalli in Trentino. Inizia così, nel 1999, la storia di padre Giovanni Fantola a fianco dei primi rifugiati ospiti a Trento. Padre Fantola si lancia in questa avventura facendo spola tra Vicenza e l'appartamento in Via dell'Asilo a Trento. Padre Giovanni "non sgarrava di una virgola", amava la diversità e gli piaceva scherzare sul fatto di essere gesuita in una comunità di musulmani. Era talmente ineccepibile nel suo amore verso il prossimo, che preferiva dormire in maniera spartana nel corridoio dell'appartamento usando solo un letto apribile ed un piccolo comodino per mettere le sue poche cose.

L'Associazione Centro Astalli Trento nasce poi il 22 dicembre 2005. Nel 2006, la collaborazione tra il Centro Astalli a Roma, la Compagnia di Gesù, la Provincia Autonoma di Trento e il Cinformi Immigrazione permette l’avvio dell’accoglienza presso la Casetta Bianca in via delle Laste dentro al compendio di Villa Sant'Ignazio: la struttura ospita una prima famiglia di rifugiati provenienti dalla Colombia. Questo luogo è il simbolo dell'eredità di padre Fantola.

Nel corso degli ultimi anni, il senso e il ruolo della rete del Centro Astalli sono mutati. Nel 2015, padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, ci ricordava che “stiamo percorrendo un cammino tutti insieme per non essere solo una istituzione che gestisce dei servizi, ma anche per continuare a rispondere alla forte carica ideale che da sempre ci invita ad accompagnare, servire e difendere i richiedenti asilo e i rifugiati”... “La rete dei Centro Astalli è quindi una ricchezza di diversità, che dobbiamo imparare ad offrire al nostro Paese.” Cosa ci aspetta il prossimo anno su questa strada che percorriamo ogni giorno #conirifugiati?

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