ABITARE

Cosa facciamo?

L’area accoglienza offre servizi essenziali alle persone, accompagnandole e sostenendole nel periodo di accoglienza in struttura. Ci proponiamo di creare occasioni utili alla maturazione di una quanto più completa autonomia attraverso l’interazione e l’integrazione con il vicinato e la cittadinanza, agevolando inoltre la conoscenza dei servizi e delle risorse presenti, disponibili e attivabili sul territorio.

Una comunità intera

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Progetto Ordini Religiosi

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Accoglienza Missionari Comboniani

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Accoglienza Padri Dehoniani 

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Accoglienza Padri Cappuccini

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Accoglienza Figlie della Carità-Canossiane

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L’area accoglienza Trento-Rotaliana, nasce dalla volontà di accogliere richiedenti protezione internazionale in piccoli gruppi e in forma diffusa e lavora su due territori molto diversi tra loro: il contesto cittadino di Trento, e quello comunitario della Piana Rotaliana Königsberg, dove i accolgono 113 persone tra uomini adulti, donne sole, nuclei familiari e monoparentali in 24 appartamenti. L’ obiettivo è quello di accompagnare senza assistere i richiedenti nel percorso di relazione con le comunità ospitanti diminuendo gradualmente la presenza degli operatori. Spesso si sente dire che i richiedenti protezione internazionale sono solo uomini. Da quando la Provincia di Trento ha accettato di accogliere all’interno del progetto di accoglienza straordinaria anche i nuclei familiari e le donne, i contesti urbani di Trento e della piana Rotaliana ospitano molte famiglie di richiedenti protezione internazionale, composte anche da madri sole con figli. Ci sono 23 minori per cui il lavoro in questi casi si concretizza in particolare nel supporto alla genitorialità, riconoscendo, valorizzando e potenziando le capacità dei genitori. Negli alloggi sul territorio di Trento e della Piana Rotaliana alta è la componente femminile: si accolgono infatti anche ragazze singole e madri, provenienti dall’Africa subsahariana, dal Pakistan e dal Sud America. Le donne migranti, nella maggior parte dei casi, hanno alle spalle difficili percorsi di violenza e sfruttamento. Con un approccio interculturale attento al genere, il lavoro di accompagnamento è finalizzato a favorire la consapevolezza nelle donne migranti rispetto ai propri diritti e doveri per un positivo inserimento nella società di accoglienza. Inoltre dalla primavera 2018 l’equipe Trento e Rotaliana ha aperto una nuova casa d’accoglienza nella collina est di Trento in cui vivono 14 richiedenti asilo provenienti dall’Africa subsahariana. Il lavoro degli operatori ha agevolato un clima comunitario all’interno della casa grazie ad alcuni momenti conviviali, come la grigliata organizzata a fine estate. Il lavoro non si concentra solo sul dare risposta a bisogni pratici espressi dalle persone accolte, ma anche sulla costruzione di un senso di comunità. A San Michele l’oratorio ha attivato un corso di italiano per stranieri mentre un’ospite ha prestato le proprie competenze linguistiche come lettrice per un corso di inglese, aperto a tutta la comunità. A Montevaccino ormai da anni un gruppo di abitanti ha dato vita al GAM, Gruppo Accoglienza Montevaccino. A Mezzolombardo le due famiglie accolte possono contare su una folta schiera di volontari e volontarie. Il rapporto che i volontari possono e riescono a instaurare con le persone richiedenti asilo è diverso da quello degli operatori. Nel 2018 l’equipe Trento Rotaliana si è arricchita di una nuova figura: il servizio civilista Jacopo. Dopo una fase di formazione sul mondo dell’accoglienza e di affiancamento degli operatori, il volontario si è sperimentato non solo nell’accompagnamento degli ospiti presso sportelli pubblici ed ospedali ma anche nella realizzazione di micro-progettualità, tra cui il supporto compiti rivolto agli ospiti iscritti alle Scuole Medie e il corso di pizza presso gli alloggi gestiti dall’equipe.

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