ABITARE

Cosa facciamo?

L’area accoglienza offre servizi essenziali alle persone, accompagnandole e sostenendole nel periodo di accoglienza in struttura. Ci proponiamo di creare occasioni utili alla maturazione di una quanto più completa autonomia attraverso l’interazione e l’integrazione con il vicinato e la cittadinanza, agevolando inoltre la conoscenza dei servizi e delle risorse presenti, disponibili e attivabili sul territorio.

Progetto Ordini Religiosi

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Accoglienza Missionari Comboniani

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Accoglienza Padri Dehoniani 

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Accoglienza Padri Cappuccini

News

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ACCOGLIENZA min

La descrizione del servizio

ABITARE

L’area accoglienza del Centro Astalli Trento ha potuto proseguire il suo cammino di crescita e di consolidamento. Gli operatori hanno periodicamente condiviso buone prassi, intuizioni, riflessioni e fatiche nel gruppo mensile allargato che chiamiamo "area unica". È stato altresì utile ed interessante prendersi il tempo di immaginare come riorganizzare/riadattare/ri-orientare questo luogo di confronto dedicando vari momenti ai vissuti degli operatori e alla lettura del loro ruolo quotidiano o di fronte a situazioni particolari riguardanti gli ospiti.

Sono proseguiti:

  • il progetto SPRAR;
  • l’accoglienza straordinaria in Alta Valsugana, a Trento e in piana Rotaliana;
  • l’accoglienza di alcuni richiedenti e titolari di protezione internazionale presso le famiglie religiose dei padri comboniani e dehoniani (all’interno dell’accoglienza straordinaria);
  • il progetto delle terze accoglienze;
  • la partecipazione al progetto di cohousing “Residenzialità Leggera”.

Sono invece stati avviati:

  • il progetto di accoglienza di 4 richiedenti/titolari di protezione internazionale con manifeste fragilità presso Villa S. Ignazio (all’interno del progetto Ordini Religiosi e in generale dell'accoglienza straordinaria);
  • il progetto di accoglienza di 8 richiedenti/titolari di protezione internazionale a Trento presso Casa San Francesco, dei padri cappuccini, insieme ad un gruppo di studenti universitari stranieri (avvio delle ospitalità nei primi mesi del 2018).

Il gruppo di operatori, durante l’anno, è stato integrato da nuove presenze che hanno portato nuove energie e condiviso nuovi punti di vista.

 

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L'Associazione Centro Astalli Trento ha raccontato il progetto di corridoio umanitario in corso di realizzazione con il supporto della Comunità di S. Egidio, della Cooperativa Villa Sant’Ignazio e della Provincia Autonoma di Trento. La conferenza stampa è stata moderata da Toni Mira, caporedattore di Avvenire, e in essa sono intervenuti: Stefano Canestrini e Stefano Graiff, rispettivamente coordinatore e presidente del Centro Astalli Trento; l'assessore Luca Zeni a nome della Provincia Autonoma di Trento; Mattia Civico in qualità di consigliere provinciale e come figura di riferimento per la Comunità di Sant'Egidio. Non sono mancati gli interventi degli operatori che giornalmente lavorano con la famiglia siriana giunta a Trento a gennaio 2018 e che proprio il 16 aprile 2018 ha ricevuto il riconoscimento dello status di rifugiato. Sebastiano Martinelli e Giuseppe Marino hanno raccontato l'esperienza del loro viaggio in Libano per cominciare l'accompagnamento da laggiù; Eleonora Gabrielli si è invece concentrata sul lavoro di squadra focalizzandosi sul percorso di inserimento nella nostra comunità grazie ad un impegno di concerto con volontari e con l'intera comunità trentina.

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Durante la settimana dal 23 al 28 gennaio 2018 ho partecipato a Torino ad un corso di formazione organizzato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani attraverso il programma europeo “youth in action” erasmus +. Il tema delle giornate di lavoro era “The power of non formal education”, sviluppato attraverso lezioni frontali, tavoli di lavoro e esperienze pratiche.

Io mi chiamo Dawda, vivo a Trento, sono accolto in casa San Francesco, struttura gestita dai Frati Cappuccini e dal Centro Astalli Trento dove convivono ragazzi provenienti da paesi dell’Africa e dell’Asia impegnati in percorsi di studio e formazione.

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