Centro Astalli Trento - Benvenuti

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L’accompagnamento dei rifugiati e la condivisione delle loro esperienze è al centro di tutti i servizi del Centro Astalli Trento da quelli di prima accoglienza per chi è appena arrivato in Italia, fino alle attività di sensibilizzazione e all’impegno di advocacy, che ha l’obiettivo di modificare le politiche ingiuste a livello locale, nazionale o internazionale.

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Associazione Centro Astalli Trento Onlus

Via delle Laste 22, 38121 Trento- Italia

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 cognola sandona

Da qualche anno anche la zona dell’Argentario è stata coinvolta nell’accoglienza di persone richiedenti protezione internazionale. Il Centro Astalli si sta occupando dell'accompagnamento dei richiedenti protezione internazionale sul territorio circoscrizionale nell'ambito del piano di Accoglienza Migranti gestito a livello locale dal Cinformi. A Montevaccino ormai da un paio d’anni la casa di proprietà del Villaggio Sos sta accogliendo una decina di migranti seguiti e accompagnati, oltre che dagli operatori, anche da un folto gruppo di volontari locali che hanno favorito una buona convivenza con la comunità. A partire dalla scorsa primavera inoltre anche Cognola e San Donà hanno accolto nuovi ospiti tra le loro case. I neo “cognoloti” sono una famiglia di richiedenti asilo colombiani, mentre a San Donà sono arrivate 14 persone.

La casa cantoniera di via Venezia fino agli anni ‘70 era abitata dai cantonieri e dalle loro famiglie; dal 2002 al 2013 diventò sede dei Nuclei di Volontariato Alpino che l’hanno ristrutturata e ridipinta cambiando in bianco il classico color rosso mattone; ma dal 2014 è rimasta inutilizzata. Oggi è tornata a farsi “casa” proprio per accogliere chi viene dalla Nigeria, dal Mali, dalla Guinea Bissau, dal Camerun, dal Gambia e dal Ghana. In casa si parlano decine di lingue diverse (inglese, francese, portoghese, bambara, pular, songhai, ecc), ma l’italiano va ormai per la maggiore.

Nonostante la convivenza in quattordici persone non sia sempre facile, i ragazzi sono consapevoli di vivere in una bella struttura, posizionata in un luogo strategico della città che permette loro di portare avanti le molte attività svolte quotidianamente. Da via Venezia, infatti, possono raggiungere facilmente in autobus o in bicicletta i loro luoghi di lavoro, di studio e di volontariato. Lawal e Alade escono presto la mattina per andare a lavorare nei campi. Abdul e Abdulaziz lavorano come meccanici; Lassine, Youssouf, Ali e Jolly di giorno svolgono attività di servizio civile, mentre la sera frequentano il centro formazione professionale Enaip perché sognano di fare i meccanici anche loro un giorno. Elvis, oltre a studiare per diventare saldatore, canta con passione nel coro “Paganella”. Fernand sta bene in compagnia degli anziani e vorrebbe fare l’operatore sociosanitario. Bakary studia per diventare cuoco. Lamin lavora in un ristorante e nel tempo libero frequenta la 3° media oltre ad essere un “Invictino”. Ali e Lawal giocano a basket e sono grandi fan dell’Aquila (la domenica li trovate sul parquet del Palatrento a fare i raccattapalle); Ibrahima frequenta la 3° media e fa parte della A.S.D. “Intrecciante”, una famiglia oltre che una società sportiva.

L’ospitalità in via Venezia al momento è un vero trampolino di lancio per questi ragazzi: hanno alle spalle storie difficili di sofferenza e violenza e magari l'anno prossimo li vedrete servire polenta e luganega alla sagra di San Donà o magari vi inviteranno a varcare i cancelli della casa cantoniera per un torneo di calcio o una merenda di quartiere.

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