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L’accompagnamento dei rifugiati e la condivisione delle loro esperienze è al centro di tutti i servizi del Centro Astalli Trento da quelli di prima accoglienza per chi è appena arrivato in Italia, fino alle attività di sensibilizzazione e all’impegno di advocacy, che ha l’obiettivo di modificare le politiche ingiuste a livello locale, nazionale o internazionale.

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Associazione Centro Astalli Trento Onlus

Via delle Laste 22, 38121 Trento- Italia

 JRS, Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati in Italia - CF: 96072090226

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Popolazioni in cammino

con un sguardo alle tragedie del passato

ed un’altro ad un futuro di speranza

 

 Altissimo il rifugio a 2000 metri, proprio sopra e il lago di Garda e altissima la giornata di sabato 16 giugno per il valore dell’amicizia che come una corrente positiva ha diffuso propria energia tra tutti i partecipanti. Tanti partecipanti, arrivati anche da Padova, dal Centro di accoglienza Astalli di Trento e da Vicenza, hanno partecipato anche Atas, Fondazione Comunità Solidale e Cinformi.

Salendo senza fretta dopo una breve introduzione della giornata da parte dei responsabili delle comunità di accoglienza e di Claudio Bassetti, ex presidente Sat, è stato piacevole lo scambio di conoscenze, la cordialità, quel contesto solidale ed amichevole che predispone all’ascolto ed all’incontro. Ed ascolto è stato dopo il pranzo, grazie ad una profonda digressione storica da parte di Quinto Antonelli sui profughi trentini della prima guerra mondiale e su quelli italiani ed europei a seguito di un secolo, il 900, denso di guerre, deportazioni, spostamenti degli abitanti delle terre di confine. Un racconto documentato e puntuale che ha lasciato le 150 persone, tra rifugiati, volontari, accompagnatori, satini ed escursionisti, seduti su un dirupo ad ascoltare ammutoliti per più di un’ora.

“La montagna dunque come paradigma di una vita che impone delle scelte", come ha sottolineato Stefano Graiff, presidente del Centro Astalli di Trento. "Devi alzarti, prendere in mano il tuo destino e salire per guardare lontano, in un mondo senza più confini. Dietro le pareti del nostro piccolo mondo c’è una umanità che non si arresta, spinta da quel motore e quella forza che rende l’uomo più grande di ogni altra creatura: la speranza”. In mezzo alle vestigia della Grande Guerra, che presidiano il piccolo rifugio alpino, le parole di Claudio Bassetti che insieme ad Astalli ideò questa iniziativa durante il suo mandato presidenziale in SAT, riecheggiavano come un richiamo ieri pomeriggio: “Quando arrivi al rifugio nessuno ti chiede da dove vieni, ma se hai sete, se hai fame, se vuoi dormire e dove vorrai andare, per poterti aiutare in caso di necessità e di soccorso", ha ribadito. "Questo è lo spirito dei rifugi SAT e con questo stesso spirito SAT orienta il proprio operato all’insegna della solidarietà, dell’ascolto, di una umanità viva soltanto se presente ed inclusiva”. Nel portare i saluti della presidente Anna Facchini, assente per motivi familiari, Bassetti ha rammentato come solo la memoria può salvarci dalle derive autoritarie. “Un popolo senza memoria - ha ricordato, in omaggio alla letteratura - è un popolo senza futuro.”

Memoria di un lontano passato, ma anche memoria più recente sulla nascita e la caduta del Muro di Berlino, in una straordinaria e coinvolgente performance teatrale da parte di Marco Cortesi e Mara Moschini della compagnia Teatro Civile. Importanti anche le parole del sindaco di Brentonico Christian Perenzoni “Iniziative come questa - ha sottolineato - ci danno fa forza per portare avanti il principio imprescindibile della solidarietà, che oggi non rappresenta più un messaggio scontato. Il nostro grazie più sentito a Sat centrale, alla sezione di Mori e a tutte le realtà dell’accoglienza per questa significativa giornata". Alla giornata di ieri ha partecipato anche l’assessore del comune di Mori Roberto Calliari, che ha salutato il coloratissimo popolo del rifugio Altissimo a nome del sindaco Stefano Barozzi.

Lontanissime quanto diversissime le provenienze: Africa, Argentina, Colombia, Brasile, Indonesia, ed alcune famiglie africane con i bimbi al seguito. Dopo il rinfresco delle 17 offerto dalla sezione Sat di Mori, il rientro a valle, verso nuovi orizzonti, un novo cammino, nella fatica del quotidiano, ma ricaricati da un’energia nuova.

 

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