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L’accompagnamento dei rifugiati e la condivisione delle loro esperienze è al centro di tutti i servizi del Centro Astalli Trento da quelli di prima accoglienza per chi è appena arrivato in Italia, fino alle attività di sensibilizzazione e all’impegno di advocacy, che ha l’obiettivo di modificare le politiche ingiuste a livello locale, nazionale o internazionale.

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Diritti e doveri

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Parlare di doveri e di diritti in una società moderna che vede sempre più affievolire le reti ed i legami costitutivi di una comunità, è tema certamente complesso ma altrettanto affascinante e soprattutto indispensabile. L'esasperazione dell'individualismo e la tendenza a chiudersi all'altro, infatti, in questo tempo, stanno minando alle fondamenta delle nostre comunità che affondano le loro radici su terreni cementati da una serie di valori: il concetto di bene comune e di solidarietà ne sono sintesi efficace. Questo recupero di valori fondanti credo sia il primo ed irrinunciabile passo per poter recuperare il senso del dovere.

Riflettiamo su questo termine, dovere: il vocabolario lo definisce come l'obbligo di fare qualcosa in forza di una norma o di un valore morale. Dunque diventa dirimente non tanto l'agire ma il valore di riferimento che guida il mio vivere. E qui credo sta la vera crisi di oggi. Se il valore di riferimento è l'io esasperato, la chiusura dentro i confini dei miei interessi è evidente che qualsiasi comportamento mi porta lontano dal vivere e coltivare i legami di comunità. E' dunque necessario riporre al centro del nostro agire la questione del bene comune e del legame indissolubile che deve esistere fra il mio vivere ed il vivere di coloro che mi stanno attorno.

Coltivare i doveri è dunque prima di tutto un impegno culturale; dobbiamo tutti insieme, ciascuno nei propri ruoli, diffondere una cultura che sappia riportare al centro la comunità ed il bene comune come fine do ogni attività sociale, pubblica o istituzionale. La stessa politica ha progressivamente perso il suo ruolo di “scienza della polis”, della comunità e si è via via evoluta in un complesso di intermediazioni di questioni personali o di piccoli gruppi. Il vecchio motto spesso usato dalle liste civiche dei nostri paese “ nè mio nè tuo ma, ma nostro”, oggi è caduto in disuso; oggi, lo stesso cittadino si approccia al voto alla stessa maniere di come procede per larga parte ai suoi acquisti: cliccando su una tastiera o sul so smartphone e li, a ben vedere, è efficace e vincente chi sa apparire al di la dei contenuti e dei valori che trasmette.

Coltivare i doveri è dunque un esercizio di recupero del senso di comunità di quell'elemento spesso abusato ma scarsamente capito che si chiama identità: un nostro conterraneo Giancarlo Bregantini, amava fare questo paragone: un pugno di perle rappresenta un numero di piccoli preziosi belli singolarmente ma se ci metto un filo diventa una collana...ecco..l'identità è quel filo...quell'insieme di valori che consente ad un gruppo di singoli di diventare comunità. E in questo, credo, un grande valore lo ha la memoria: un esercizio che consente il recupero di elementi costitutivi ed anche la riflessione sugli errori che è essenziale per riprendere la rotta.

Doveri e diritti, dunque, sono chiari solo nel momento in cui definisco i valori di riferimento; Un comunità è tale se oltre ai legami è riconosciuto il valore di ogni singolo elemento; riporre al centro la persona, con i sui bisogni e le sue aspirazione è essenziale ed indispensabile. Persona e comunità: un legame che va ricostruito ripartendo dalle radici; questo credo sia l'impegno e la sfida vera che si apre all'orizzonte. Se non vogliamo correre il rischio di passare quel sottile confine che c'è fra la carità e l'elemosina, fra il camminare insieme ed il riconoscere gli ultimi e il lavarci la coscienza elargendo il nostro superfluo è importante rimettere al centro il valore della persona.

Promuovere i diritti credo sia prima di tutto promuovere una cultura che sappia riconoscere in ogni individuo una storia, un valore irrinunciabile per tutti. Perché se nelle pagine della nostra storia continuiamo a far scrivere solo di chi ha e releghiamo ai margini chi non ha....continueremo a lasciare sulla strada vittime e solitudini.

 

Stefano Graiff

Presidente Centro Astalli Trento

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